L’INFINITO NEL PALMO DELLA MANO

“Galleggiavano nell’acqua abbandonandosi alla sensazione di fluttuare nella corrente cristallina. Capirono subito l’allegria dei pesci, dei quali tante volte avevano ammirato i colori. Adamo dischiuse le labbra e sorbì lentamente il liquido fresco.

Pensò al sapore del frutto proibito e si avvicinò ad Eva.

Restarono immobili a lungo, abbracciandosi forte, cercando, ciascuno per proprio conto, di recuperare la memoria perduta di quando erano un corpo solo, di raggiungere le immagini che ognuno custodisce dentro di sè e di versarci dentro il fiume delle proprie. Vagarono per gli angusti corridoi delle loro menti desiderando penetrare lo spessore dei sentimenti altrui, ma non furono capaci di superare lo spazio in cui ciascuno è irrimediabilmente solo nel limite del proprio corpo. Per quanto tentassero, non riuscivano a scorgere il territorio intricato in cui abitano i pensieri più segreti dell’altro. E fu proprio quando scoprirono quell’ostacolo invalicabile che finalmente si abbandonarono e si consegnarono completamente l’uno all’altra, senza riserve, per cercare il piacere dell’unica intimità pienamente consentita e assaporarlo insieme tra il fango e le alghe in riva al fiume.”

Da: “L’infinito nel palmo della mano” Gioconda Belli | cit. pag.65-66

Sources (photo) : A little ship of dream