Detesto la sensazione di sapere esattamente cosa voglio dire e non trovare le parole per farlo. Nuotano nel cervello sole, come barche senza vela ne ancora,senza agganci con i porti sicuri delle frasi. Hanno significati miseri, scarni che non rappresentano la tua sensazione e non permettono al discorso di prender forma. Fluttuano in aria sopra la tua testa e non si fanno acchiappare dalle tue braccia troppo corte. Giocano con te e si divertono a schernirti perchè loro sono intangibili e fugaci mentre tu sei irrimediabilmente un pezzo di materia.

Oppure quando sai cosa desideri veramente ma non c’è un via giusta per ottenerlo nell’immediato, o nel medesimo istante in cui l’impulso è vivo, forte e prepotente.

Esiste una tale e profonda insoddisfazione nel vedere qualcosa di potenzialmente incredibile che rimane inpotentemente abbozzato, privo dello spettacolo del dettaglio, sterile d’ogni minuzia, che non può esser colmata se non terminando l’opera. 

Martina

(via bohemianpunk)