R.I.P. 

E’ ufficiale. Sono un cadavere. Ho perso l’uso della parola ed ho lasciato un paio di neuroni attaccati al fazzoletto del panino con la salamella, abbandonato sotto la pensilina della fermata dell’autobus dietro via Solferino. In compenso mi sono portata a casa un ematoma sulla spalla di dubbia provenienza, due lividi sulle gambe ed una dose doppia di dolori alle costole come se m’avessero menata. Ah signora spensieratezza quanto è dolce il nettare del divertimento, quante cose inutilmente emozionanti ci regali, quante energie ci togli per un pizzico di vita che s’agonia con brutalità e si sbrana con bocca vorace.

Grazie Carlo un compleanno con i fiocchi!

Notte.

M.