Vuoto da consapevolezza. ( Che è una cosa totalmente diversa dalla consapevolezza del vuoto) .

Proprio non riesco a catturare i pensieri nella mia testa e dargli una forma ordinata. Ieri pensavo che fosse colpa della febbre, che avere trentotto gradi e mezzo in corpo fosse un anestetico per le idee, invece mi sbagliavo. Mi cola il naso e continuo a starnutire ogni volta che penso che dovrei postare. Dovrei si, perchè per me è come fare la pipì, mangiare o dormire. Non è un bisogno è una necessità. Una di quelle cose che la natura ci costringe a fare perchè siamo umani e condannati alle dipendenze. Ed invece non riesco e non per colpa di uno stupido virus influenzale. E’ tutta colpa della certezza, che prima poteva essere solo una supposizione azzardata, che tu leggi quello che scrivo. E non c’è niente di più vero nell’affermazione che chi scrive un diario vuole essere letto, figuriamoci un blog. Me lo sono pure chiesta qualche volta e sempre qualche volta ci ho un pò sperato. Ma attualmente questa presa di coscienza mi blocca un pò il canale della sincerità, nonchè regola numero uno di queste pagine virtuali.

Sono trasparente lo sanno anche i sassi. Lo sa chi legge, perchè traspare. E sono anche recidiva, ho degli enormi problemi col “mollare” le cose che mi piacciono, questo blog compreso. So che mi conosci e so per certo che non ti stai assolutamente preoccupando, probabilmente starai ridendo come un pazzo ma sono sincera nemmeno io lo sono più di tanto perchè lo sai bene, sono piuttosto brava a trasformare qualcosa di “sfavorevole” in qualcosa di favorevole (vedi a.m.). La sfida adesso? Ci sono due cose per le quali non ho la benchè minima intenzione di rinunciare, devo solo farle COESISTERE.

ps. Ci ho messo un’ora a scriverlo ma ce l’ho fatta! Ed anche se non sono andata proprio di getto direi che il problema è risolto alla base.

xoxo

Marty

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