Stasera c’è stato un accordo segreto, un accoppiamento di astri, una congiunzione di chemminchianesò. Dumbo in confronto ha due orecchiette da scoiattolo. Neanche a farlo a posta le mie amiche si trovano, tutte nel medesimo, stesso, identico momento a bagno nel frullatore e volteggiano in centrifuga alla massima velocità. Per ognuna di loro un frullatore diverso, battezzato con un altrettanto diverso nome di genere maschile. Io che speravo di tornare a casa e crepare sul divano. Esagerando, avrei fatto asciugare lo smalto sulle unghie battendo con le dita i tasti sulla tastiera del mac. Macchè. “Apri, sono io salgo” ed è l’anticamera dell’inferno. Parte una, spalmata sul divano ed il racconto non mi è nuovo. Fumo. Una, due, tre sigarette e siamo comunque alle solite. C’è un lui con le idee un pochettino confuse e una lei che analizza in maniera didascalica ogni minimo dettaglio. Poi suona il telefono. D. la mia amica d’infanzia di Firenze. Quella fidanzata ma anche la stessa del professore universitario brasiliano che vive a Monaco. E come se il giro non fosse già abbastanza complicato questo è pure un uomo oltre i 33 che pensa di aver vinto alla lotteria. Devo fare una pausa, ho bisogno di zucchero, devo categoricamente ingurgitare del gelato perchè ho la glicemia sotto i tacchi. Metto giù e ti richiamo D. Intanto l’altra sta agonizzando sul divano. Tolgo la suoneria al Black berry e suona quella diavoleria dell’iphone. Ecco è l’altra, panico paura. “Marti ho il mal di stomaco, come ti veniva a te, brancolo nell’incertezza di un rapporto che va avanti da mesi”. Vorrei una tanica di benzina ed un accendino, invece ho solo due telefoni, un mac ed una casa da single su piazza erbe che pare un lazzaretto con un morbissimo divano attualmente occupato. La ascolto fino all’ultima parola e le dico di sputare il rospo e la cena di Natale se ce l’ha ancora sul groppone che tanto le cose vanno come devono andare e che il mal di pancia per amore è una delle peggiori torture che noi femmine siamo in grado d’infliggerci (c’è sempre quella agonizzante sul divano e l’altra che chiama sul blackberry che lampeggia muto). Nel frattempo mordo il mio gelato alla vaniglia racchiuso tra due enormi biscotti al cioccolato per riportare gli zuccheri ai valori normali. E mentre lo faccio penso che non è poi così male come serata, che ad oggi sono proprio felice di stare dalla parte di quella ascolta, che mangia e che fuma. Talmente felice da rinunciare al mio nerding d’autore della domenica sera per ascoltare un gruppo di pazze che adoro fino al midollo. 

Notte amiche

xoxo

ps. Cara Metty, oggi sto dal tuo lato del tavolo o meglio ho preso il tuo posto visto che hai spostato il tuo sodissimo culo in quel di Bruxelles e devo ammettere che avevi ragione, la serenità è la condizione del benessere e non nuoce all’anima creativa anzi fomenta idee inaspettate. Lezione imparata. Aspettami, ancora pochi giorni ed Amsterdam sarà la culla della nostra serenità comune.