Dormire 11 ore filate. E chi se lo ricordava cosa vuol dire rimanere a letto fino a tardi? Svegliarsi senza nessun rumore diverso dalle voci della piazza. Aprire gli occhi e rimanere li, a rigirarti ancora per un pò sotto il piumone salutando con la mente gli ultimi strascichi di quello che rimane dei tuoi sogni notturni. Non avevo ricordi, lo giuro ed era proprio quello che ci voleva dopo la tirata del salone del mobile a Milano. Un’orrendo bagno di folla, gente ovunque, da non riuscire nemmeno a muoversi, ad attraversare la strada. In mezzo a quel fastidioso delirio, c’è stato, però, uno dei momenti più rilassanti ma allo stesso tempo assurdi degli ultimi mesi. Una cena venuta fuori dal niente, senza angosce, senza affanni e meravigliosamente lenta nel posto più bizzarro che si possa immaginare,l’ “Ottimo fiore” in zona Paolo Sarpi. Commensali meravigliose, cibo siciliano quindi non ne parliamo, vino, e un signore di Caltagirone che suonava la chitarra e cantava in spagnolo. Ecco, diciamo che questo ultimo elemento è stato la fonte della parte più insensata della serata. Se ne girava tra i tavoli cantando appassionatamente e quando è stato il turno di passare al nostro tavolo si avvicina, mi bacia la mano e mi fa una domanda che, chissà perchè, ho sentito tante volte:

” Sei argentina o venezuelana?” 

“Veramente sono italiana, ma grazie ormai è un complimento”

Incalza e va avanti: ” Ragazzina tu sei una sognatrice, soffrirai ma alla fine sarai una vincente però ricordati di essere più umile”.

Una bella mazzata tra capo e collo. Mi si è chiusa la bocca per un paio minuti e sono diventata viola, come sotto casa qualche giorno fa. Rimaniamo tutte un pò scosse. Accuso il colpo e la serata prosegue comunque nel migliore dei modi, tra chiacchiere, risate e un cocktail al licis nel bar dei cinesi di fronte al Radetzky.

Ah bizzarrie della vita, non riescono mai a smettere di sorprendermi. 

Buona domenica.

xoxo

M.

frogsandcrowns:

sleepy-lovers (by laura makabresku)

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