Ansia da prestazione, ecco come si chiama! Non mi veniva in mente perché per genere non fa parte della mia natura di femmina. Generalmente è una questione che riguarda i maschietti, definibile anche come una delle 6000 e rotte forme d’insicurezza. Invece mi sono sentita un pó maschio e pure alle prime armi. Così senza nemmeno avere il tempo per rendermene conto, mi sono ritrovata con le ginocchia che tremavano e le manine sudate nel bel mezzo della folla. Poi come per tutte le cose che mi interessano veramente nella mia vita mi son detta:” che ti frega,fai la cosa che ti viene meglio fregatene e lanciati”. Ho preso il volo, senza paracadute e per mano avevo qualcuno,pazzo, che si e’ sparato dal dirupo con me. Poi ho buttato uno sguardo a Stefania ed ho capito.” Tira il fiato ce l’hai fatta, anche questa volta”. Ce l’abbiamo fatta. E tra la folla, mentre sorridi e ti riprendi dall’iperventilazione in cui sei andata nel tentativo di mantenere un contegno, ci trovi le persone più inaspettate. Per alcune ridi,per altre maledici, per altre ancora preghi e ulterioi altre te le abbracci perché sono sempre li pronte a prenderti dopo quel famoso lancio.

Buona notte e grazie a tutti, ma proprio tutti tutti.

M.

Ps. Cara Marta,non riusciamo a comunicare, così ti scrivo qui. Mi manchi un sacco. Ti sarebbe piaciuto tutto, a parte qualcosa forse, per il quale mi avresti guardato con la tua faccia seria dietro il ciuffo biondo. Poi ti saresti messa a ridere e mi avresti detto:”che vita assurda,che vita assurda!”.
Tornate presto, ETI si sente solo.
Tanti bacini a te e Pietrino.

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