Domenica Mattina.

Buongiorno sorseggiando il solito caffè americano. Dopo 10 ore di sonno mi sento decisamente rigenerata anche se il pensiero che mi ha messa in piedi è il solito ed angosciante dell’ultima settimana. Pitti, aka sono in ritardo! Mi serviva una bella dormita perchè la settimana si è portata dietro una carica di stress non indifferente e sento che se non recupero un pochine di energie vitali non riuscirò a sopravvivere oltre il 17 di giugno.

Così me ne sono tornata a casa presto con in mano un frozen yogurt al cioccolato e la testa ancora piena dei discorsi della cena. Certe parole ti risuonano nella testa come una tromba e ti ritrovi che non puoi fare a meno di rifletterci. Sei costretto e ti tocca seguire il corso dei tuoi pensieri trovandotici immerso e con scarsa possibilità di tirare il freno, perchè oramai sei dentro il ragionamento. Ecco, mettendo in fila un passo dopo l’altro sulla strada di casa, (con la mano congelata ed il gelato che si scioglieva) ho messo in fila anche una serie di qualcos’altro.

Capofila? Saper dire di No, anche se quello a cui rinunci è qualcosa che vorresti. Perchè ci sono delle modalità in cui si sviluppa il volere qualcosa. Non sono regole fisse, rigide e chiuse che castrano le situazioni, sono bisogni che se non vengono rispettati significa che quello che vuoi fa più male del non averlo. Quindi la castrazione arriva a priori perchè la situazione è già bacata in partenza. Allora vale la pena di dire :

“No, grazie, sto bene così”.

xoxo

M.

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