Thinks I wanna do again:

Una gita in barca a vela con l’ipod a palla nelle orecchie mentre me ne sto seduta a prua a prendermi il vento in faccia e ad assaggiare gli spruzzi salati delle onde che si infrangono sullo scafo. E’ una cosa di quando ero piccola che mi manca da morire. Ma allora avevo un mangiacassette al posto del lettore mp3 della apple. Quasi tre mesi l’anno vissuti “lontano” dalla terra ferma. Ecco la fuga che farei, sarebbe la mia prima scelta indubbia. Mangiare pasta fredda dopo aver fatto il bagno, con il sale ancora incollato addosso e bere coca cola ghiacciata sotto il sole di mezzogiorno. Tuffarsi di testa da poppa, al largo ed avere paura perchè non vedi il fondo per colpa di un mare blu cobalto, troppo profondo. Infilarsi in quel lettino a castello, troppo stretto, con le solite lenzuola azzurre con i gabbiani che profumano di barca, che sanno del legno che riveste ogni microscopica cabina. E quel buco a te sembra una reggia perchè puoi addormentarti cullata e con il rumore dell’acqua nelle orecchie dall’altra parte del muro, consapevole che quando tornerai a casa sarà faticoso prendere sonno senza quella “ninna nanna” e con la sensazione di dondolio che non ti molla ogni volta che ti sdrai anche se il tuo letto è appoggiato su di una superficie immobile. Leggere fino a tardi, senza preoccuparmi di che ora è, buttata sui cuscinoni del pozzetto mentre gli altri giocano a carte vicino alla cambusa e qualche stella cadente precipita sopra la mia testa. Leccarsi l’indice ed alzarlo al cielo per capire da che parte viene il vento e saltare sulla passella che porta dal pontile alla barca, in quella zona di mezzo dove, basterebbe una minima perdita d’equilibrio per finire in acqua. Stendere gli asciugamani e dimenticarsi le mollette, vederli inabissarsi senza riuscire a salvarli con il mezzomarinaio perchè una folata di vento li ha fatti volare via. Vivere scalza perennemente perchè la prima regola di chi vive in barca è togliersi le scarpe prima di salire. 

Mi manca quella vita, me la riprendere a qualsiasi costo se ne avessi la possibilità. E’ la cura a  tutti i mali.

Buona Notte al mio buon vecchio Pinido e a quel porto che porto nel cuore: Punt’ala.

xoxo

M.