Stray from 2011 to 2012

E’ già, chiusa un’annata, ci tuffiamo immediatamente e senza troppo trattenere il respiro in un futuro ultraprossimo che ad oggi è già presente, il 2012. Sono un pò in ritardo con questo post di buoni propositi e somme da tirare ma 11 giorni non sono poi un dramma. Mi piace pensare che chiuso un anno ci lascio dentro alcune cose. Cose che rimangono la, dentro il 2011, invischiate nella polvere di quello che si chiama passato. Mi faccio una doccia di consapevolezza e infilo il cappotto della mia vita cacciando, con forza, nelle tasche  quello che voglio portarmi dietro. Qualcosa è stato perso, quacosaltro si è consumato insieme alla suola delle scarpe più comode. Qualcosa l’abbiamo imparato e ci si è incollato addosso come l’esperienza, altro invece abbiamo dovuto accettarlo e l’abbiamo assorbito come una crema. Poi c’è quello che abbiamo scelto, quello che senza doverci troppo scervellare abbiamo desiderato nascondere tra la fodera ed il tessuto del nostro io più profondo. Alcuni con le saccocce gonfie fino a scoppiare, altri con quello che hanno potuto. Mi immagino così, avvolta nella lana pesante di un lungo cappotto grigio, i capelli sciolti, pronta a saltare da un lato all’altro del fiume. Mi guardo indietro un’ultima volta, ho preso tutto il necessario, l’utile ed il dilettevole. Sono pronta. Prendo la rincorsa, una bella spinta e…. (h) op (e) dentro l’anno nuovo, stando bene attenta che nel salto non scivoli fuori nulla dalle mie preziose scarselle.

Enjoy 2012

M.

PS. “The perfect Coat” per quest’immaginario?E’ over con la spalla calata e la manica un pò “acqua in casa” (quello che ho ricevuto in dono di *Etoile-Isabel Marant in lana imbottita è perfetto).

Photo Source | FASHION GONE ROGUE | editorial: Stray | photographer: Rodrigo Carmuega | link: HERE