365 GIORNI

E così pensavo che il tempo passa e non siamo pienamente, costantemente, consapevoli che la vita è un susseguirsi di eventi che fanno parte di un percorso. Che ogni istante è necessario per il corso delle cose. E’ questo pensiero che ti cambia le prospettive. Che plasma i momenti difficili in qualcosa di positivo necessario alla crescita. Sono le svolte che diventano necessità per il nostro personale romanzo di formazione. Essere positivi è uno state of mind che si acquista col tempo. Mosche bianche a parte. Non nasciamo tutti fortunati, non cresciamo tutti radiosi dentro perché qualcuno ci ha insegnato ad apprezzare la vita in tutte le sue forme. Ci sono cose che si imparano. Non ci sono altre vie. Cose che  te le insegnano solo gli eventi. Così, alcuni, arrivano con fatica a guadagnarsi questo barlume di speranza che apre le finestre del cuore per far passare anche il più sottile dei raggi di luce e disegna un sorriso morbido sugli angoli della bocca.

C’è un prezzo da pagare per ogni cosa, per ogni momento di felicità, per ogni consapevolezza in più.

Io l’ho dovuto imparare. E non ci ho messo neanche poco: un anno esatto da oggi. 365 giorni. Un tempo definito che è sembrato un’eternità ed a giorni un soffio . Un tempo scandito dalla tua assenza. Si perde qualcosa e si guadagna qualcosa, è una legge universale. Me lo dicevi sempre ed io non ero in grado di comprenderlo, poi, ti hanno asportata dalla mia vita ed ho capito pian piano cosa volevano dire le tue parole. 365 giorni fatti di 24 ore ed ogni ora di 60 minuti ed ogni minuto di 60 secondi. Quanto fa in totale il tempo degli uomini calcolato matematicamente? Il risultato è diverso dal tempo delle emozioni. Minuti ed anni possono essere la stessa cosa nel tempo del cuore, nel tempo dei ricordi dove adesso vivi tu.

Mi manchi, non oggi, ma ogni secondo di questa vita umana. Mi manchi e te lo dico sorridendo, te lo dico con quella voce fatta di parole che in quest’anno non sono più stata in grado di usare perché le parole si incastravano sotto montagne di pensieri che per pigrizia non traducevo più in frasi scritte.
Sono le persone che fanno la nostra esistenza. Ognuna occupa un lato del nostro essere, una sfaccettatura della nostra personalità. 365 giorni fa non lo sapevo, oggi lo so. Oggi so che se non ci sei non scrivo perché mi manca l’uso corretto dell’italiano, mi sento straniera nel mio stesso linguaggio. E non mi vergogno a rendere pubblico questo pensiero così intimo perché spero, che dandogli una forma concreta riprenda concretezza anche dentro di me. Perchè la capacità si insinui in forma nuova sotto le dita per disegnare le lettere, nella mente e nel cuore per trovare parole nuove e concepire un nuovo modo di sentire e di scrivere.

M.