27SETTEMBRE2013

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Sono piuttosto spompata in questi giorni. Muta, cieca, sorda. Non vedo, non sento, non percepisco. Anestetizzata allo stato brado. Disinteressata dai dintorni. E senza sensazioni si fa fatica a produrre, a scrivere, a disegnare a dare agli altri quel pezzetto di te che si meritano nella loro giornata. Ho diverse idee ma rimangono indefinite nuvolette di vapore evanescente nella mia testa. Vorrei dire mille cose, scrivere dozzine di frasi, ma mi manca la scintilla. Conosco il processo creativo da quando ho percezione d’esistere, così non mi rimane che darmi pace. So che anche questo è indispensabile. Che servirà per qualcosa di più grande. So che dopo la quiete apparente esplode sempre una bomba. Così aspetto quel missile terra aria che squarcia il cielo e mi rende l’ordine delle cose. Quella fame avida di sentire tutto ai 100 all’ora e rispedire al creato un pezzo di mondo che ti è entrato dentro ma era troppo grande per restarci. Lo intingi nella tua anima liquida e lo sputi fuori, nuovo, rivisto e corretto da te. Uno scambio equo che , però, come tutti gli scambi richiede uno sforzo mentale profondo, giù giù dove non sempre si ha voglia di esplorare. Guardarsi dentro e dare agli altri la te più autentica filtrata col colino per non sembrare troppo esposta risulta ogni volta un giochetto di instabili equilibri.

Così ci provi, ti autocensuri, stai attenta ma non troppo perchè altrimenti poi non sei più tu.

Notte

M.

PHOTO: Laura MaKabresku

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