Leonard

file6105A me succede così: per un motivo o per un altro in certi periodi dell’anno, vuoi per il freddo che incombe, vuoi che per i cambiamenti sono di lento adattamento, faccio fatica ad organizzare le idee. Eppure mi sento l’anima gonfia, il cervello iperattivo e l’epidermide ultrasensibile. Solo che navigo in un fluttuante disordine creativo che aspetta di essere riorganizzato. Nel frattempo cerco e ricerco, scavo, rovisto e mi sporco le mani. Assorbo tutto: quello che vedo, quello che leggo, quello che sento. Il risultato è che scrivo, scrivo ma non pubblico nulla perchè ho l’impressione di far fatica a dare un senso ai discorsi e snocciolare questioni in maniera lineare. Magari ho troppa carne al fuoco? Probabile. Non posso che prenderne atto e se dalla bocca non escono parole comprensibili so come correre ai ripari. Le immagini sono la mia ancora di salvezza per comunicare in maniera comprensibile. Sono un linguaggio universale.

Oggi sono inciampata in Leonard.

Ha il fascino dell’uomo adulto, di chi addosso si porta con fierezza tutti i segni dell’esperienza senza però risultare datato. Quando lo guardo, al di la delle sue “rughe”, ho come l’impressione che sia un uomo senza tempo, fatico a collocarlo in preciso momento della storia,  eppure riesco a trovarlo estremamente contemporaneo, anche se non lo è affatto. Mi ritrovo in quello che “dice”, riconosco spaccati di vita che potrebbero appartenermi, essere anche miei. Crudamente reale, con una punta di ingenuità che lo rende velatamete romantico. Semplice e schietto come il senso più autentico dell’esistenza.

Buona Visione

xxx

M.

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Photo : 1-DENMARK, 1971 | 2- Kate at Golden Bridge, San Francisco, USA, 2002 | 3/4- Couple, WEST BERLIN, 1965 | BIO: http://it.wikipedia.org/wiki/Leonard_Freed –

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