Storia di un Ladro

© Anna Malmberg550eece440cbe5a0a49dabb946de93ad

C’era una volta una sera di dicembre. Una di quelle sere  in cui, nelle nostra piccola città, tutti si rintanano chissà dove ed in giro non c’è un’anima viva, non un alito di vita per le strade. Fa freddo, ma non troppo, perchè a dir la verità è un’inverno anomalo. Ormai non si sa più che faccia hanno le stagioni. Dal cielo scuro, sotto la luce gialla dei lampioni, scende sui marciapiedi una leggera pioggerellina sottile, fitta fitta che rende lucida ogni cosa.

Tu ti prepari. Infili il maglione, quello più grosso che hai, attorcigli la sciarpa di lana intorno al collo e ti arrampichi su un paio di stivaletti neri col tacco. Ti specchi per l’ultima volta prima di uscire e ti ricordi che per completare il look di quest’improbabile serata manca solo la tua corazza invisibile per affrontare il mondo. E’ si perchè bisogna difendersi e schermarsi. Perchè quando fai un bagno di umanità non si sa mai cosa si può incontrare. Le persone sono sempre pronte a prendere qualcosa dai loro simili ed ad oggi, relazionarsi senza difese è una faccenda impossibile. Bisogna saper mettere la giusta distanza per non perdere delle cose proprie, per non farsi strappare niente che ci appartiene senza aver prima fatto le giuste valutazioni. C’è pieno di balordi in giro, diceva tua nonna (e pensando a lei ed alla corazza ti viene in mente la tua favola preferita che ti facevi raccontare da bambina, quella di Mariuccia di legno fatta con artingegno*). Le relazioni sono tutta un’equazione di equilibri instabili e tu lo sai bene. Sai anche che ogni squilibrio si paga. Sei consapevole che, essendo una questione di dare e avere, bisogna prestare attenzione un pò a tutti, a chi da troppo poco e persino a chi elargisce in maniera esagerata. Così sei pronta. Prendi la borsetta ed  agguanti sotto braccio la tua amica del cuore, corazzata quanto te, ed insieme, facendovi spalla, infilate l’ingresso dell’universo comune, sulla strada che porta verso una serata apparentemente come tante. Una serata a cui non daresti il valore di una cicca.

Ti ritrovi, come da copione, al bancone del solito bar. Ordini un drink che finirà troppo in fretta. E troppo in fretta ne ordinerai un’altro, “bisogna sciogliere nervi e tensioni, cose che solo un sano stordimento alcolico possono fare” pensi tra te e te un pò poco convinta. Ma stasera va così. Ti tuffi di testa in una conversazione che sai già dove andrà a finire. Ascolti la tua amica, senti ogni parola del suo racconto e ti riconosci in ogni senso che lei vuole dare. Perchè stingi stringi, cambiano le situazioni ma siamo tutti alla ricerca della stessa cosa. E la domanda è uguale per ogni essere umano. Ognuno di noi vuole la risposta alla medesima questione: Come si fa ad essere felici? Qui, non si salva nessuno. Belli, brutti, buoni e cattivi, furbi e trogloditi, profondi e superficiali, ricchi e poveri, acculturati ed ignoranti. Non c’è scampo, siamo tutti alla ricerca di emozioni forti. Quelle che ti si infilano sotto la carne nel profondo e che, quando le senti, fanno vibrare ogni singolo atomo del tuo essere. Pompano sangue a fiotti nelle vene, si insinuano sotto la pelle e non puoi far altro che sudarle fuori con un brivido freddo lungo la schiena. Te le ricordi? Eh già, ma sembrano ormai un suovenir lontano nella tua memoria. Cosa può accenderle di nuovo? E chi lo sa. La sfortuna con la sfera emotiva è che, se riesci nel tempo a non congelarti troppo, a non vestirti di troppe reti di protezioni, per percepirle nuovamente devi solo aspettare. Succedono e basta. Fa tutto un interruttore nascosto dentro di noi. Dov’è il pulsante non c’è dato saperlo. Ne per accendere, ne per spegnere, purtroppo o per fortuna.

Contunui riempiendoti la bocca di parole aternate ad un sorso e l’altro di mojito. Hai i fumi del rum che ti annacquano il cervello, la glicemia alle stelle per il pestato di zucchero e l’alito che sa di menta e lime. Intorno a te, intanto, si muovono altre situazioni, dinamiche altre, ma tu non ci presti attenzione, sei troppo concentrata nel tuo sproloquio esistenziale.

Qualcuno poco più in la varca la soglia del locale. Sa quello che vuole. Si guarda intorno e punta dritto verso di te. Tu invece, mica sei conscia di cosa sta per succedere; macchè, continui ignara a nuotare nei tuoi fiumi di parole. Il nostro sconosciuto, si avvicina e prende posto proprio dietro le tue spalle. Una voce nota fuori campo, ti interrompe salutandoti, sorridendo compiaciuta d’averti trovata. Ti pare di conoscerla quella voce, l’hai già sentita qualche volta, ma vuoi esserene sicura. Ti giri , un pò infastidita, per regalargli un volto che confermi le tue supposizioni e non hai nemmeno il tempo di realizzare cosa sta accadendo che alla velocità del suono qualcosa si lancia dritto sulle tue labbra mentre stai per rispondere al saluto. Un bacio. Sulla bocca, così senza chiedere. Niente punti di domanda. Nessun permesso. Rubato. Fregato. Trafugato. Scippato. Razziato. Estorto. Sottratto. Ti infiammi. Usi i palmi delle mani e tutta la forza che hai sulle braccia per scansare il rapinatore dalla tua faccia.

“Ladro!” gli dici alzando un pò la voce attraverso quell’armatura che s’è fatta di cristallo sgretolato.

E’ si, perchè quando meno te lo aspetti, quando ti abitui a metterti addosso, di fretta, sempre le stesse cose, magari succede poi che ti dimentichi di allacciare un bottone, di stringere bene un tirante o di chiudere una zip fino in fondo.

E se qualcuno magari se ne accorge, si infila nelle tasche della tua vita e … ruba.

*”Mariuccia di legno fatta con artingegno” era in assoluto la mia favola preferita. E’ per colpa di mia nonna e di quella storia che faccio il lavoro che faccio. Vestiti. Siccome non ne volevo sentire altre, non c’erano cenerentole e cappuccetti rossi, io volevo quella, mia nonna aggiungeva o modificava dettagli ogni volta probabilmente per non annoiarsi a racconatare sempre la stessa cosa. Non vi riscrivo la mia perchè ne sono gelosissima, ma vi offro la versione tradizionale che potete trovare QUI.

Photo: per le sorgenti sbirciate la mia cartella di pinterest B/W