CARLO – Ma le stelle quante sono? PARTE 1

440a4d6fe5b77bc976ad925f63579dab

 

Sarà che sono attratta dalle cose belle. Sarà che sono più belle se al posto di vederle e toccarle le puoi sentire sotto la pelle. Sarà che le parole sono un gioco divertente; dipende da come le usi e cambia tutto. Il senso, il significato, basta una virgola, un accento per girare le carte in tavola. Saperle usare sapientemente è una sfida, essere capaci di dargli la forma reale delle nostre emozioni è un vizio per pochi. A voi Giulia Carcasi ed il suo mare di stelle.

Enjoy
LIBRO: Ma le stelle quante sono? Giulia Carcasi

PHOTO: http://floralls.tumblr.com/

CARLO:

“Si, mi guarda e sorride. Giusto un attimo, non può perdere tempo: deve rincorrere qualche pensiero ed imprigionarlo in una poesia. Chissene frega del 1933, della destra, della sinistra, del centro…c’è la poesia! E il mondo di fuori scompare. Resta il mondo di dentro, che non ha date e non ha bussole, che è difficile da capire. Alice impugna la penna e le fa ballare un tango serrato sul foglio.” Pag. 11

“Ti stai chiedendo che c’è d’interessante in questa storia? Magari l’hai buttata sul comodino e già non ti va più di andare avanti. Forse la voglia di leggere ti è sempre mancata, forse no. A me è mancata quella di parlare. Allora facciamo uno sforzo in due, ok? Io racconto e tu leggi. Può darsi che tra qualche pagina. ci accorgiamo che non siamo così distanti, che la tu storia è la mia e la mia la tua. E scopriamo che ci ha fatto bene questo sforzo. Ci vuole pazienza. Prima o poi passa il vento e si va. Si va nel verso giusto, che poi, forse, è proprio quello sbagliato, chissà… Si, prima o poi passa il vento, arriva un soffio e ti regala un pò di movimento. Per me è arrivato all’uscita di una di quelle mattine tutte uguali. Ho scontrato una magia. E da quel giorno è cambiato tutto. Perchè , a volte, ti serve un passo falso per capire come si cammina e dopo prendi il via… Ti serve un inciampo, poi metti un piede dietro l’altro e non cadi, no, stavolta no, hai trovato equilibrio. Ed è una gran conquista.” Pag. 12-13