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Svuoto cassetti e armadi, faccio repulisti di tutti gli eccessi, stermino il casino che anima gli scaffali, cestino il surplus di oggetti che abita ripostigli, anfratti ed ogni angolo della mio appartamento. “Si dice che riordinare la casa sia sintomo di riordinarsi la vita” mi dice S. tra un falafel ed un cucchiaio di babaganoush. Questa l’avevo già sentita. E poi mentre ripiegavo e selezionavo con cura ciò che resta e ciò che va mi sono sentita proprio così: una che inizia a farsi spazio nel marasma. Prendere di punto in bianco per il collo il delirio, farlo senza averlo premeditato ma seguire l’impulso. Succede che una mattina ti svegli e segui l’impeto, il desiderio di sistemare le cose. E si sistemano le mensole come si sistemano le situazioni. Proprio così, capisci che è arrivato il tempo giusto per fare ordine; per rinfrescare l’aria un pochino ovunque. Si fa senza buoni propositi, senza imposizioni, senza rifletterci su. Si fa e basta perché è giusto così. Perché se non ripieghi con cura tutti i tuoi capi, tutte le tue questioni irrisolte succede che nell’armadio del tuo cuore gli indumenti si accumulano in modo disordinato e si stropicciano le emozioni, si accatastano le une sulle altre finché non ti ci raccapezzi più e non sai più cos’hai e cosa non hai da indossare per vestire i tuoi sentimenti.

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M.

PHOTO: RODARTE FW14

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