2015

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Ci sono cose che si fanno perché si devono fare. Si chiamano : doveri. Altre invece le facciamo perché ne abbiamo bisogno e le classifichiamo come : necessità. Altre ancora perché ci vengono da una spinta naturale e sono quindi : istinti. Metti insieme un po’ tutte queste e se fossi al mio posto ti ritroveresti davanti ad una pagina bianca dopo 5 giorni dove, dietro ogni azione, spesso faceva capolino tra i pensieri l’idea di scrivere questo post. Il mio primo post dell’anno che da 5 anni c’è tutti gli anni. Sono tradizioni un po’ come l’albero di Natale.

Solo che quest’anno è diverso dagli altri perché la prima diversa qui sono io. E vorrei non scriverlo. Giuro, non vorrei perché ho mille reticenze. Non so nemmeno da che parte iniziare, ma ci ho provato ad evitarlo e so che poi mi rimarrebbe il tarlo anche per i prossimi che scriverò. Sarebbe come cominciare un libro senza il primo capitolo. Allora mi siedo tra i miei mille cuscini, raccolgo le gambe e punto i piedi sul divano. Afferro il portatile e faccio un respiro profondo prima di scendere nel mio di profondo. Apro un occhio, il secondo e gli altri mille del cuore, abbasso la zip di tutte le resistenze che mi vestono e provo a sfilarle una dopo l’altra. Mica facile mettersi a nudo, spogliarsi, guardarsi e farsi guardare per ciò che si è. Così senza difese, senza protezioni, senza filtri e senza schermi.

Cosa vi auguro, e cosa mi auguro? Proprio questo. Di riuscire a guardarvi nudi nello specchio della vostra anima, di ascoltare le sensazioni, quelle più piccole e leggere perché non mentono mai. Di imparare dagli errori e di accettare l’idea di farne altri, perché succede e succederà ancora, perché siamo tutti, dal primo all’ultimo, giudicabili. Di darvi tempo, tutto quello che serve, per essere pronti a fare le vostre scelte, per smaltire le delusioni, per avere il cuore libero ad aprirsi al nuovo. Di avere vicino persone che sanno abbracciarvi e sostenervi senza nessun altro scopo se non la felicità che porta la vostra presenza nella loro vita. Di capire che niente e nessuno è sostituibile. Che chi entra nella nostra esistenza in un modo o nell’altro ci modifica ed anche se, se ne va, resta e lo farà per sempre all’interno di noi. Chiunque senza esclusioni,  non si può far finta che non sia così. Di apprezzare tutto ciò che vivete nel bene e nel male, perché le situazioni apparentemente negative sono una grande opportunità per poter crescere e per farne qualcosa di buono. Di essere positivi, smettendo di osservare il giardino degli altri dedicandosi al proprio, così facendo ognuno ha ciò che si merita.

Lo auguro a tutti, a me per prima, ai miei amici che ci sono sempre Isy, Ste, Lea, Haly, Nico, Emy, Denni, Madda, Saretta Fracasso, Vanna e Matty. Ai miei genitori, a mio fratello e a Chiara, alla mia famiglia: nonno, Piero e Patty ed ai loro amati bimbi Fiamma e Cesare. Alle persone che mi hanno dato la possibilità di lavorare e crescere professionalmente quest’anno Susy da sempre, Maurizio e tutti i “ragazzi” della Falca, ai nostri showroom ed ufficio stampa, a Moodart con Ely, Marika e Alfo. A chi non c’è più per un motivo o per l’altro (vedi sopra :D). A Vania, Silvia, Annalisa, a Claudia, Barbara, Sofia e la piccola Greta, ad Ilaria e a te con cui mi scontro troppo spesso perché in te mi ci ritrovo più che mai , a Lorenza, Giulia e Maria Cristina .

Siate felici e quando non ci riuscite provateci più forte.

Buon inzio!

Martina