Storia del Passato che non passa

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Ci sono canzoni che quando le ascolti ti fanno venire in mente storie vecchie che non hai ancora raccontato e che forse, dopo tanto, è arrivato il tempo di leggere prima di spegnere la luce ed addormentarsi.

C’era una volta un passato ingombrante. Un passato che diventa remoto se ci conti i giorni che sono venuti dopo. Giorni che ti permettono di fare un sacco di sbagli per tornare, incoscientemente, nello stesso posto da dove sei partito. Sempre li, tra le  braccia evanescenti di quel tempo che ormai è andato ed ora non c’è più. E ti sembra di andare avanti solo a compartimenti stagni, va avanti tutto, va avanti il mondo, vai avanti anche tu ma un piccolissimo atomo di te resta involuto. Resta indietro. E passi un sacco di tempo ad appoggiare i pensieri sul perché ed il per come sei riuscito a perdere per strada una cosa così importante. Ti domandi come hai potuto smarrirla e fartela scappare via dalle mani senza nemmeno accorgerti che stava scivolando chissà dove . Qualche volta mediti anche sul perché la vita non ti offra un’opzione migliore per sganciarti, per far evolvere anche lui, quell’ultimo microscopico, ribelle, pezzo di te. E ti illudi che esista la sfortuna, che la volontà non sia abbastanza forte, che il cuore sia troppo debole per permettersi quel salto nel vuoto che ti libererebbe da ciò che non puoi riavere indietro. Allora viviamo imbevuti di quella paura che crediamo possa farci da schermo, facciamo scelte codarde perché sono più semplici e viviamo di espedienti convinti che forse, così, quella ferita prima o poi si rimarginerà da sola. Ci condiamo di ogni cosa: situazioni su situazioni, lavoro sopra ogni aspettativa, sport estremi, oggetti che si accumulano, serate poco impegnative e weekend fuori porta, innumerevoli impegni e ci gustiamo quest’abbondanza solo a metà perché non siamo più completamente capaci di condividere.

Succede così quando ti spacchi il cuore a metà e fai finta che per ripararlo basti semplicemente una passata di biadesivo con una buona tenuta e gambe forti sulle quali rialzarsi.

Ricette non ce ne sono. La verità è che  serve un sacco di coraggio per essere coraggiosi, per sfatare i miti e per riprendersi quello che nessuno mai ci restituirà, ovvero il tempo che dedichiamo ai rimpianti. Ci vuole una pazienza fuori dal comune ed una giusta dose di azzardo per far succedere l’evoluzione di quella parte un po’ masochista di noi. Bisogna accettare il rischio ed il fatto che l’esperienza regala anche questo: ricordi che sono come pizzicotti ma che hanno smesso di essere lacrime che sembrano pozzanghere a novembre.

Notte

M.

PHOTO:http://wackychickcho.tumblr.com/post/106684293378 – In sottofondo : Ingrid Michaelson – All Love