Storia di una Paura

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C’era una volta un pò di Paura. Abitava nello stesso posto da sempre, un meandro nascosto nel profondo di un cuore. Si nascondeva laggiù nel buio e camminava in punta di piedi su strade umide chiamate vene. Scorreva nel sange tutte le volte che fuori dal quartiere dove viveva succedeva qualcosa che potava risvegliarla bruscamente dal suo sonno. Giustificava la sua stessa esistenza cercando sicurezze lontane da quel brivido gelido che caratterizzava la sua presenza in una stanza. Era schiva e solitaria. Mangiava false convinzioni a colazione e vestiva abiti di cristallo in tutte le stagioni. Poi, in un giorno di sole, (dove si sentiva particolarmente debole in quanto Paura) inciampò per caso in un sorriso gentile. Provò a raccontarsi un sacco di bugie, provò a dimenticarsi di quei denti bianchi che le si erano mostrati nudi senza vergogna e senza chiederle permesso, provò persino a fare scelte sbagliate ma niente. Inevitabilmente tornava sempre a quell’incrocio , dove dopo una caduta, con il viso sporco di polvere, aveva alzato lo sguardo ed incontrato accidentalmente un assaggio di felicità. Si ripetava che per una Paura come lei non era prevista Gioia e che l’utopia non è una storia di questo mondo. Ma la vita si sa, si diverte a sperimentare e metterci alla prova, a snaturarci per poi farci ritrovare. Così era diventato impossibile non passeggiare su quel marciapiede malandato e pieno di buche (prestando bene attenzione a dove metteva i piedi) per ritrovarlo, puntualmente, di nuovo li, il “suo” sorriso smagliante. E più passavano i giorni più lei si sentiva diversa. Lontana da quello che credeva di essere e più a vicina a ciò che realmente era.

Non era facile scoprirsi. Faceva timore pure a lei, che era Paura di nome e Spaventata di cognome. Non era nemmeno semplice per chi era della sua specie (e nasce così imbronciata) cambiare per diventare qualcuno che ancora non conosceva.

Così, nonostante tutto quell’essere felice, succedeva ancora, che alcune volte, faceva la restia ed arrivava in ritardo (ma solo di qualche secondo) agli appuntamenti con la vita sul ciglio di quella strada fortunata.

PHOTO: “THE NEW EFFORTLESS” by (photography) Billy Kidd for Grey Magazine (realization)Valentina Ilardi Martin

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