Sonniferi


  
È una di quelle sere dove ti metti a letto alle nove e potresti contare 5.437.698 pecore che saltano la staccionata prima di  riuscire a dormire. Prendi il telefono, scorri tra i messaggi in arrivo, rispondi ad un’amica, schiacci invio, imposti la sveglia ed abbandoni il telefono in carica. Che ore sono? Riprendi il telefono, controlli e lo riappoggi di nuovo. Quante volte? Milioni di volte. Miliardi di pensieri dentro un solo minuto. E allora devi impegnare la mente, spegnere il motore del cervello e concentrarti su qualcosa che possa sviare la rotta del flusso mentale verso lidi più leggeri. Entrare in una storia diversa, nella vita di qualcun altro per distrarti dalla tua. Agguanti il libro che hai parcheggiato sul comodino,un romanzo (e che altro potrebbe essere altrimenti? ). Hai bisogno di decontestualizzarti eppure cerchi sempre, in quelle righe, di trovare una realtà  che almeno vagamente ti assomigli. Che ti appartenga ed in cui riconoscerti, per ricordarti che anche gli altri, sì proprio il resto del mondo che ti sembra così diverso non lo è poi più di tanto. Condividiamo  tutti problemi analoghi e talvolta abbiamo in comune qualche  notte insonne. Divori dieci, venti, cinquanta pagine ma niente il sonno è solamente una lontana chimera. Chiudi il libro e ci provi di nuovo, ma senza spegnere la luce. Sul fianco destro, su quello sinistro. Con un cuscino, no, meglio due, però forse era meglio uno. Hai freddo e ti copri, fa caldo e ti scopri, a pancia in giù, a pancia in su, a stella. Ti giri, rigiri, cambi posizione innumerevoli volte, ti rotoli ma niente. La respirazione profonda. Proviamo la meditazione, tentiamo le tecniche di rilassamento più blasonate ed una pirola di melatonina. Due pirole di melatonina più quattro sorsi di camomilla. I fiori di Bach sotto la lingua. Morfeo dove diavolo ti sei cacciato stasera?!? Enniente. Non dormo. Allora che fai se non un ultimo tentivo disperato per impegnare un tempo troppo lento che sarebbe destinato ad altro? Apri wordpress e ci provi. Ti lanci nella cattura di quella zanzara che ti ronza nel cervello da ore e non ti lascia dormire in pace. La prendi per le ali e la schiacci sui tasti per buttare giù  due righe sciocchine. Lettera dopo lettera, parola dopo parola, giusto così per mettere a tacere quel ronzio muto che chissà quanto ancora potrebbe durare.

E mentre ti rileggi, per evitare errori grammaticali da tarda notte,magicamente ti si chiudono gli occhi e saluti per oggi il mondo nascosta dietro un leggero battito di ciglia.

Buona notte.

Martina

Photo: Max Farago Vogue Paris August 2007

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