Arrivederci. Ciao.

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Sei stato incredibile. Ma non incredibile come esclamazione, incredibile nel vero senso della parola. Ma soprattutto sei stato fulmineo. I giorni con te sono volati via veloci, correvano ad una tale rapidità che, messi tutti insieme, sono diventati mesi. Dodici mesi. Ed allo stesso tempo talmente pieni, talmente ricchi di cose, situazioni, casini, risate e persone che a girarsi indietro pare sia passata un’eternità. Così, mentre ci penso, mi ritrovo ad aver perso la cognizione del tempo. In bocca hai lasciato il sapore deciso dell’intensità. Si perchè “intenso” insieme ad “autentico” sono sicuramenti gli aggettivi più indicati per descriverti. Senza troppe elucubrazioni e accenni di vergogna posso dire con piena certezza che, sicuramente, sei stato il più bello di sempre. Mi hai regalato qualcosa che non provavo così profondamente da tempo. Sai quella leggera sensazione di fondo, piccola ma costantemente presente che ti accompagna dal mattino quando apri gli occhi, alla sera quando sotto la doccia ti lavi via una giornata estenuante? E sotto il getto d’acqua bollente ti ritovi a canticchiare una canzoncina qualunque. Quel qualcosa che non ti molla nemmeno quando le cose si complicano o addirittura si mettono male. E ti sorprendi di te stessa, quasi quasi non ti riconosci, perchè comunque, nonostante tutto il marasma che è questa vita, non perdi nemmeno per un secondo la necessità di sorridere.

Quella sensazione senza spessore si chiama felicità. Ed eccola li la mia. Sotto forma di un nuovo paio di occhiali per punti di vista alternativi.

E ti accorgi che non è un argomento così fuori dalla nostra portata, non è il frutto di agoniate ricerche e nemmeno magiche equazioni, no non è niente di complicato. E’ semplice come tutte le cose spontanee. Arriva da sola quando dentro di noi facciamo spazio per accoglierla, quando abbandoniamo le mille scuse di cui ci nutriamo, le inutili giustificazioni e tutti i buoni motivi che abbiamo per lamentarci. Quando, finalmente, decidiamo di fare quello che ci va quando ci va, senza andare contro noi stessi.

E mentre ti guardo uscire di scena con l’eleganza di chi sa che è la cosa giusta da fare per lasciare sotto i riflettori della vita qualcun altro, non posso che pensare che ti ricorderò, eccome se ti ricorderò mio caro 2016.

Così quest’anno il mio augurio a differenza degli altri anni sarà il più stringato che ci sia. Vi auguro e mi auguro di essere consapevolmente felici.

Buon 2017 !

XXX

Martina

PHOTO: Gemma Ward for Vogue Nippon October 2004 by Tim Walker

 

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