Casa

Vaghiamo per un tempo indefinibile. Facciamo un milione di giri intorno al mondo, un sacco di piroette su noi stessi per scoprire dove mai potrebbe essere quel fatidico luogo nel mondo dove poterci sentire a casa. Sgomitiamo tra la folla per regalarci uno spazio, per prenderci quella fetta di modo che sia solo nostra, e nonostante lo sforzo per aggiudicarsi il proprio metro quadro d’esistenza succede, a volte, che non percepiamo alcun senso di appartenenza. Impieghiamo un sacco di energie ma non c’è niente da fare, quel leggero distacco dalle cose che ci circondano non se ne va e riempie tutto lo spazio di cui, con fatica, siamo diventati padroni. E’ una sensazione sottile che ci accompagna, un fastidio insomma, un sasso in una scarpa che non impedisce di camminare ma che punge ad ogni passo. Cammini, cammini, percorri strade, chilometri, città con quel sassolino rompiscatole sotto la pianta del piede. Quasi, quasi ti ci abitui. Ti accompagna dappertutto ed ovunque ti porta ti spinge avanti; non ti permette di restare. Hai la fretta nelle gambe ed addosso una punta di inadeguatezza. Così in tutto questo incedere veloce, quasi senza sosta, ti capita talvolta di domandarti quale sia davvero la realtà. Stai andando o scappando? Sono domande che se ci pensi bene iniziano a rallentarti la corsa ed accorciano le distanze.

Poi, un giorno per sbaglio inciampi e finisci nell’abbraccio giusto. E ti ritrovi improvvisamente ferma, scalza con i piedi nudi che affondano appena un pò nella sabbia fresca. A casa.

Buona domenica.

Martina

Photo: Todd Hido

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